Sale slot, i negozianti faticano sempre di più a rispettare la legge?

Se da un lato gli enti pubblici promuovono il gioco d'azzardo per rimpinguare le finanze costantemente in perdita, dall'altro adottano regole ferree per evitare potenziali strascichi sul piano sociale. Chi ci va di mezzo il più delle volte sono gli esercenti che possono incorrere in pesanti sanzioni se in seguito a un controllo le slot risultano irregolari.

Il bastone e la carota

Questo atteggiamento contraddittorio da parte delle istituzioni è stato denunciato negli ultimi giorni da Piero Ghisla, presidente dell'Associazione pubblici esercenti della Provincia di Sondrio. Come spiegato dall'associazione in una nota, il Governo sprona i cittadini a giocare d'azzardo per rimpinguare le casse, mentre la Giunta di Regione Lombardia ha appena inasprito le sanzioni a carico dei gestori inadempienti. 

Se Atene piange...

“In questo contesto – afferma Ghisla - appare ingiusto, e oltretutto inutile ai fini della lotta alla ludopatia, chiamare in causa i negozianti che in questo modo si sentono criminalizzati”.

…Sparta non ride

Ma anche in altre regioni, soprattutto nel Nord Italia, in seguito a una presa di coscienza del fenomeno della ludopatia, è diminuito il margine di azione del singolo negoziante nell'ambito di una normativa che si fa sempre più articolata. Alla fine di ottobre il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha respinto il ricorso presentato da un cittadino cinese titolare di una sala giochi di Padova contro il provvedimento di revoca della licenza disposto dal Questore. Le forze dell'ordine avevano accertato che all'interno dei locali gli apparecchi rimanevano accesi oltre l'orario stabilito dall'ordinanza del sindaco e riscontrato diverse irregolarità circa l'idoneità dei locali. Pur non essendo una pratica autorizzata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, in alcune sale giochi italiane come quella di Padova oggetto della sanzione, per poter entrare i clienti devono preventivamente suonare un campanello e attendere che un commesso apra la porta.

Permessi negati

Sempre negli ultimi giorni in Toscana un negoziante si è visto negare dalla Questura il permesso di aprire una sala giochi, pur nel rispetto della distanza da luoghi sensibili come scuole e chiese imposta dalla legge. Il TAR toscano ha infatti respinto il ricorso del titolare, ravvisando possibili problemi di ordine pubblico con l'insediamento di una nuova sala slot.

La questione sicurezza

Dopo gli episodi di cronaca delle ultime settimane che hanno visto l'uccisione di ladri e rapinatori da parte delle loro vittime, tiene ancora banco il dibattito in merito ai temi della legittima difesa, della sicurezza e della detenzione di armi. Questioni che possono toccare da vicino anche proprietari di sale slot come Alberto Pietrini, ex stella del basket titolare di un locale a Livorno. Lo scorso 22 ottobre Pietrini è stato rapinato dell'incasso di 4700 euro da un uomo con una pistola. Intervistato dal Fatto Quotidiano, ha confermato la sua scelta di non detenere armi, nonostante lo sgradevole episodio verificatosi.

Milano permissiva?

Ma gli esercenti rispettano veramente gli orari imposti dalle ordinanze comunali? A Milano sembrerebbe di no, secondo quanto riporta un'inchiesta condotta la scorsa primavera da Repubblica. Una delle zone del capoluogo lombardo maggiormente interessata dal fenomeno secondo il quotidiano è quella di viale Monza, nella periferia nord-est della città. In casi come questo, tra l'altro, i negozianti possono incorrere in una sanzione di 450 euro.

Tra due fuochi

Ma al pari di chi tiene le slot accese oltre gli orari, anche chi le spegne prima della chiusura rischia grosso, almeno secondo quanto previsto dal contratto “di comodato e connessione degli apparecchi” che fino a qualche tempo fa legava per nove anni gli esercenti al gestore Sisal Entertainment. In caso di loro rimozione, spostamento in un luogo diverso o semplice spegnimento durante gli orari di apertura, i negozianti rischiavano il pagamento di una penale di 6mila euro a macchinetta. Il contratto con Sisal si intendeva tacitamente concluso all'accettazione della prima giocata, ossia alla prima moneta inserita da un cliente nel dispositivo.

Lieto fine

La questione si è fortunatamente risolta a tarallucci e vino grazie all'intervento del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, il quale ha rassicurato i negozianti riferendo che bastano sei mesi di preavviso per scollegare le slot e che in base a un accordo con il Sindacato dei Totoricevitori sportivi, Sisal si è impegnata “a non richiedere penali a quegli esercenti che decidono di disinstallare le slot dai loro esercizi”.

06-Nov-2015, 04:53


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