Gioco d'azzardo: UK e Italia a confronto nel programma di Beppe Severgnini

Cosa accomuna e cosa differenzia l'Italia dalla Gran Bretagna nella gestione del gioco d'azzardo? In questa rassegna che non ha la pretesa di essere esaustiva prenderemo in esame dati e statistiche, oltre alla storia di lavoratori italiani che hanno tratto vantaggi economici dallo svolgere la loro professione in Inghilterra. L'argomento è stato affrontato anche nel corso dell'ultima puntata de “L'erba dei vicini”, andata in onda lo scorso lunedì 16 novembre su Rai 3. Ogni lunedì la trasmissione condotta da Beppe Severgnini confronta la vita in Italia con quella di un altro Paese europeo.

Due Paesi a confronto

Nella puntata dedicata al Regno Unito si è parlato oltre che di gioco d'azzardo, anche di scuola e mercato degli alloggi. Per quanto riguarda in particolare il settore del “gambling” è stato proposto al pubblico in studio un sondaggio dal titolo “Italia-Inghilterra: chi gestisce meglio il gioco d'azzardo?”.

L'Inghilterra vince a mani basse

Tra le cento persone presenti in sala, 86 hanno risposto a favore del Regno Unito e 14 per il Bel Paese. Lo stesso sondaggio riproposto al termine della trasmissione ha dato 98 voti pro-Gran Bretagna e solo 2 a favore dell'Italia. Anche l'85 per cento del pubblico a casa ha ritenuto migliore il sistema di gestione del gioco d'azzardo inglese. Così ha commentato questi dati il giornalista Severgnini:“Non si ha l'impressione che in Italia questo aspetto sia gestito molto bene”. La trasmissione ha quindi trattato il fenomeno del gioco compulsivo (in Italia e Regno Unito si contano rispettivamente 800mila e mezzo milione di ludopatici) e ha ripercorso le principali tappe evolutive della regolamentazione dei vari giochi.

Un po' di storia

In Italia nel 1863 abbiamo l'introduzione del lotto e, a seguire, del Totocalcio e delle lotterie nazionali (1946). Nel Regno Unito, invece, dopo la legalizzazione delle corse dei levrieri a Manchester (1926), vengono istituite decine di circuiti dedicati a queste competizioni. Al '34 risalgono le prime lotterie regolari, mentre nel '60 il Betting and Gaming Act consente la raccolta di scommesse sportive e l'apertura di nuove sale bingo. Nel '68 sono autorizzate le slot all'interno dei casinò e nel '94 viene istituita della National Lottery. In Italia, invece, nel '94 sotto il Governo di Carlo Azeglio Ciampi si assiste all'introduzione del Gratta e Vinci, mentre Romano Prodi nel '97 legalizza le sale scommesse e il SuperEnalotto. Con Massimo D'Alema, nel '99, nascono le sale bingo. Nel 2006 il primo ministro Silvio Berlusconi apre alle slot machine. Ancora nel 2006 il Governo Prodi dà il via libera al gioco d'azzardo online, mentre nel 2009 con Berlusconi viene introdotto il “Win for life”.

Lo Stato batte cassa

Nel 2014, con il Governo di Matteo Renzi, lo Stato italiano ha incassato circa 9 miliardi di euro su un volume di giocate pari a circa ottanta miliardi. Di questi, circa il 70 per cento è ritornato nelle tasche degli stessi giocatori sotto forma di vincite, come riferito dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta ospite della trasmissione di Severgnini. “Rinuncerebbe a questi introiti?” ha domandato il conduttore a Baretta. “A una parte sì, ma a tutti no” ha risposto il sottosegretario, che ha evidenziato anche il ruolo svolto dal gioco dal punto di vista dello svago e dell'aggreggazione sociale, pur dichiarandosi favorevole a una drastica riduzione della pubblicità del gioco d'azzardo. Nell'ottica della persecuzione del gioco illegale, ha inoltre sottolineato Baretta, è da vedersi positivamente il controllo almeno parziale di questo settore da parte dello Stato. “Dal 2000 al 2015 in Italia la spesa per il gioco è salita da 4 a 84 miliardi – ha evidenziato Severgnini -. E' quasi un decimo della spesa delle famiglie italiane”.

Più attenzione ai giovani

Nel Regno Unito i guadagni dello Stato dal gioco d'azzardo ammontano a circa due miliardi. Parte di questi proventi viene reinvestita in progetti sociali e culturali. Negli ultimi tempi la giurisprudenza inglese sembra aver posto maggiore attenzione al rapporto tra giovani e gioco d'azzardo. Le persone con meno di 25 anni, anche se maggiorenni, sono infatti soggette a particolari limitazioni per quanto riguarda la partecipazione a spot pubblicitari che reclamizzano questo settore.

Gli inglesi perdono meno

Nonostante nel Regno Unito viga una situazione di maggiore liberalizzazione del gioco d'azzardo, le perdite dei cittadini inglesi risultano leggermente inferiori rispetto a quelle degli italiani (23,6 miliardi di dollari contro 23,9). E' quanto emerge da una recente classifica condotta dalla società H2 Gambling Capital per conto del giornale “The Economist”, che pone Italia e Gran Bretagna al quarto e quinto posto nel mondo. I due Paesi sono preceduti da Stati Uniti (142,6 miliardi di dollari), Cina (95,4) e Giappone (29,8). Al sesto posto della classifica di H2 Gambling Capital troviamo l'Australia (20,3 miliardi di perdite). La terra dei canguri si trova però al primo posto nel mondo per quanto riguarda l'ammontare delle perdite pro capite (circa 1130 dollari).

Nuovi lavori

Anche grazie alla liberalizzazione del gioco d'azzardo nel Regno Unito, l'italiana Darinka Montico ha potuto svolgere nei casinò londinesi l'insolita professione di massaggiatrice di teste. Ora Darinka gira l'Italia in bicicletta per presentare il suo libro “Walkabout” che racconta del suo recente “giro a piedi” da Palermo a Baveno (Verbania). A cavallo tra la primavera del 2013 e l'inverno del 2014 la giovane ha prestato servizio nelle maggiori sale da gioco nella capitale del Regno Unito, sia durante il normale orario di apertura che in occasione di speciali tornei di poker. Ai clienti che ne facevano richiesta Darinka massaggiava il collo e le spalle provati da troppo tempo trascorso in tensione al tavolo verde. La tariffa per le sue prestazioni era di una sterlina al minuto, anche se una parte dei guadagni doveva essere versata al datore di lavoro. “In Italia ci sono lavori simili? Non credo proprio, anche perché abbiamo solo quattro case da gioco e tutte nel nord Italia” afferma la 35enne.

02-Dec-2015, 10:44


close GamblingPlanet.eu